Le catene muscolari che portano al crollo meccanico abituale nel caso di cedimento del cranio da un lato – una scoperta rivoluzionaria!

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Prendiamo spunto da un cedimento del cranio a sinistra (destra foto) come questo causato da dismorfosi congenita dell’osso mascellare su cui sono comunque estrusi i denti:




Asimmetria Scheletrica – Anatomica

Le catene muscolari coinvolte nel cedimento sono le seguenti:



Le speculari invece sono soggette a sforzo continuo creando tensioni, trazioni e compressioni asimmetriche a vertebre, organi, muscoli, vasi, nervi…più o meno sintomatiche.


Osservate il passaggio dello Psoas e l’inserzione sul trocantere:





Avete idea di cosa può capitare al vostro corpo in una CONDIZIONE simile?

Premettendo che questa CONDIZIONE PER LA MEDICINA NON E’ PATOLOGICA, ragion per la quale CPT-OG OcclusioneGravità non può essere annoverato tra le discipline sanitarie/mediche ma nelle discipline Meccaniche-Fisiche-Biomeccanche,

La catena muscolare di sostegno del corpo evidenziata dal nastro rosso (dalla testa ai piedi) vi fa cadere a terra come un burattino. La speculare sostiene tutto il peso del corpo, andando in tensione e stress e ….in crollo.


Perderete forza, avrete poche energie perchè quelle che avete vi servono per tenere il corpo in CONDIZIONE eretta (ma non ce la fate più, specialmente se questa CONDIZIONE dura da anni), diventerete sofferenti, depressi, ansiosi…..diranno che vi inventate i sintomi e “somatizzate”…..

Niente di più sbagliato!

Avete un Disequilibrio Meccanico Abituale del corpo all’insaputa di chi vi cura, di chi vi prepara, di chi vi tratta….anche loro in Disequilibrio Meccanico Abituale del corpo senza esserne consapevoli.


Il problema è che il 99,9% della popolazione mondiale ha una dismorfosi congenita del mascellare, più o meno grave.

Spieghiamolo agli scienziati….che da anni mi copiano immagini e tesi senza capirci nulla.

Non è arroganza. E’ FISICA. MECCANICA. MATEMATICA.

E’ una scoperta planetaria che cambia il paradigma sul funzionamento del corpo umano.

Maurizio Formia

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