C’è chi trionfa alle Olimpiadi, chi nel vincere una gara, un mondiale, chi nel costruire un ponte, chi nell’aiutare persone bisognose,….

di sicuro quando si parla di trionfi si ha la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante per sè stessi e, nel mio caso, per altre persone.

Ho avuto anche io una “seconda possibilità” applicando sul mio corpo la mia invenzione e per questa ragione, nel mio piccolo, nella mia “bottega”, cerco di offrirla anche alle persone che mi chiedono sostegno (in questo caso sostegno meccanico, ma non solo questo).

Antonietta è una persona che seguo da anni, prima con il “vecchio” Metodo OG, oggi con il CPT-OG.

Oggi mi scrive queste parole e mi dà il consenso per pubblicarle.

Grazie Antonietta. Un grazie particolare anche a Melissa, la mia collaboratrice; è anche grazie a lei se oggi posso pubblicare questi articoli:


Nove anni fa facevo il mio primo viaggio di 500 km per iniziare quello che ora è diventato il CPT-OG.
Viaggiavo su un camper preso a noleggio.

Non ero assolutamente in grado di guidare né di stare seduta, a causa del dolore, e me ne stavo distesa sulla brandina in fondo, che rimbalzava a ogni scossone della strada.

Avevo letto e studiato il libro di Maurizio Formia ed ero determinata a iniziare questa strada di guarigione, perché era l’unica che dava una spiegazione seria a quello che mi stava succedendo.
Questi viaggi in camper sono durati per anni, accompagnata e aiutata da altri in tutti gli spostamenti.
Oggi ho terminato l’incontro di verifica con Maurizio, e sto tornando a casa.
Sono seduta su un treno ad Alta Velocità, viaggio da sola, non prendo più farmaci da anni e faccio molte attività prima per me impensabili.

Ho ancora difficoltà e limitazioni, a causa della mia storia, ma riesco a muovermi meglio e con meno dolore.
Quest’anno mi è capitato di guidare l’auto anche per un’ora e mezza senza fermarmi, di assistere a concerti, di parlare in pubblico, di condurre un’intervista davanti ad una sala piena di gente che ascoltava.
Scrivo queste cose perché voglio ricordare e ringraziare.
Voglio ricordare gli anni di sofferenza fisica e psicologica che ho attraversato, le ricadute e la forza di ripartire ogni volta. E voglio ringraziare la persona che ha scoperto e difeso con tutti i mezzi questa rivoluzionaria chiave di lettura del corpo umano che è OG.
Grazie a questa tenacia, la sua e la nostra, io e tanti altri abbiamo avuto l’opportunità di ritornare a vivere.
Grazie Maurizio, con affetto
Antonietta


Di seguito la testimonianza di Antonietta che aveva già scritto alcuni anni fa ma che non la vedeva ancora in forma come oggi:

Testimonianza 25. Antonietta (Emilia Romagna)

Proprio un anno fa, in questi giorni di fine agosto, scoprivo per caso su internet il libro “Il meccanismo che sostiene corpo e psiche”. Stavo malissimo, ero a letto e navigavo sulla rete con un tablet: riuscivo a stare seduta pochissimo e con grande dolore, camminare era ancora peggio e solo da sdraiata il dolore era addomesticabile. La mia vita era arenata e avevo quasi perso la speranza di uscirne… ma meglio che parta dall’inizio.
Mi chiamo Antonietta e ho 44 anni. Fino a 38 ho fatto una vita normale: ufficio, un po’ di ginnastica, passeggiate, camminate in montagna, nuoto, bicicletta. Una lieve scoliosi dall’adolescenza, alcuni anni di coliti e cistiti ricorrenti, un po’ di mal di schiena negli ultimi anni, tenuto sotto controllo con la ginnastica e il movimento fisico. Nessun problema particolare ai denti e mai portato l’apparecchio.
Il dolore appare improvviso dopo una seduta in palestra, senza che io avessi fatto particolari sforzi: una forte sciatalgia alla gamba sinistra che peggiorava se mi sedevo o se camminavo. Subito la RMN evidenzia un’ernia discale L4-L5 e una protrusione L5-S1. Consulto un fisiatra, non ho miglioramenti, e allora scopro un po’ alla volta che per questo tipo di problema non esiste “la” cura. I medici vanno per tentativi finché, nella maggioranza dei casi, si sta meglio. In questi 7 anni ho provato di tutto: alcune terapie mi hanno dato mesi di sollievo, un paio di volte mi sembrava di essere tornata quasi come prima, ma poi arrivava come una mazzata la ricaduta. Non voglio dilungarmi troppo ma vi basti sapere che ho consultato fisiatri, ortopedici, osteopati, poi posturologi, gnatologi e ho provato anche medicine alternative. Ho portato nel tempo due diversi tipi di bite (prima uno morbido poi uno rigido), con alcuni miglioramenti iniziali ma dopo un po’ questi arnesi diventavano inefficaci, anzi mi facevano stare peggio. Su indicazione di un posturologo ho portato per diversi mesi delle solette propriocettive, anche in questo caso con un miglioramento che però non si è mantenuto nel tempo. Non parliamo poi dei massaggi, ginnastica posturale, agopuntura, ossigeno-ozonoterapia…
Più andavo avanti più mi convincevo che il mio problema non era un semplice effetto dell’ernia al disco, ma che la componente posturale era determinante. Nelle visite era emerso che il mio bacino era ruotato, che la mia gamba dx aveva un carico maggiore della sin, che avevo una deglutizione atipica. Ho provato anche la riabilitazione con una logopedista, ma senza benefici.
Comunque io non mi sono mai arresa fino all’ultima ricaduta, devastante: non riuscivo più a camminare, dolori tremendi da seduta, non potevo più lavorare e soffrivo tantissimo. Il mio era un dolore neurologico e chi l’ha provato sa cosa significa: nessun farmaco dà sollievo, alcuni lo attenuano ma spesso danno effetti peggiori del male stesso.
Ormai avevo provato di tutto: avevo iniziato anche un percorso di tipo psico-corporeo per capire se ero io che non volevo in fondo guarire (come alcuni medici mi avevano detto). A parte la bellezza di questo percorso il dolore mi impediva di vivere la mia vita. L’ultima cosa rimasta da fare era l’intervento chirurgico per togliere l’ernia al disco, sperando che fosse questa la causa di tutto. A fine aprile del 2011 vengo operata alla schiena con inserimento di Diam (distanziatore vertebrale) L4-L5. E da quando mi sveglio dall’anestesia inizia il periodo più brutto della mia vita. Il dolore a tutta la gamba sinistra era peggiorato, dall’inguine al piede. Torno a casa dall’ospedale e sto sempre peggio. Per i medici l’intervento era riuscito, ma “mi dispiace signora, non sappiamo più come aiutarla”. Sembra il capolinea: la medicina con me non ci ha capito nulla. O meglio, la posturologia aveva visto alcuni problemi invisibili alle altre discipline, ma non aveva in mano la chiave per risolverli.
Inizio allora a fare un po’ di fisioterapia, guadagno qualcosa a livello di dolore e movimento ma sono un’invalida totale, ovviamente senza nessun tipo di riconoscimento legale. Iniziano anche sbandamenti e problemi di equilibrio. Se non rientro al lavoro entro pochi mesi rischio anche il posto.
La svolta arriva con la lettura del libro e di questo sito. Identificata con un Disequilibrio Meccanico Abituale in fase 2-3, trovo finalmente una spiegazione coerente a quello che mi era successo. Ottobre 2011 incontro Maurizio Formia.
Il mio riequilibrio non é stato finora una passeggiata. Però ho avuto fin dai primi giorni delle sensazioni buone: la gamba sinistra che toccava terra in modo diverso, i denti posteriori che appoggiavano, una sensazione di sostegno. Due mesi dopo sono faticosamente rientrata al lavoro (part-time) e lentamente ho ricominciato a fare alcune cose prima impossibili. Stare seduta dimenticandomi sempre più spesso del dolore alla gamba, stare in piedi tutto il tempo necessario per preparare la cena, guidare la macchina anche per 30 minuti, andare in un negozio, uscire a mangiare una pizza. Da un paio di mesi mi capita spesso di riuscire a camminare anche 10-15 minuti di seguito. Ma la cosa più sconvolgente è il corpo che si srotola, vertebre, ginocchia e caviglie che scricchiolano. Il corpo si “allunga” e sembra sapere bene la nuova direzione da prendere.
Non posso dire di essere guarita, ma sto riprendendo in mano la mia vita, con delle limitazioni e con ancora una certa dose di dolore alla gamba sinistra, ma in progressiva diminuzione di intensità e frequenza. E ho finalmente ritrovato fiducia e speranza.
Vorrei concludere con due considerazioni personali: quando si sta male, tanto male e da tanto tempo, si vorrebbe trovare una soluzione per guarire subito, senza ulteriore fatica, un miracolo insomma. Questo desiderio, per quanto comprensibile, è quasi sempre irrealistico. Trovare la spiegazione dei propri problemi e una strada collaudata e accessibile per iniziare a lavorare alla loro vera causa, questo per me è stato il miracolo, dopo tanti anni di tentativi infruttuosi.
Seconda cosa: il mio desiderio di guarire era un desiderio di tornare come prima. Ora, con il CPT- OG, capisco che non è possibile né auspicabile tornare indietro. Ero un corpo avvitato e sbilanciato, anche se per molto tempo senza sintomi. Ora sto sperimentando un nuovo equilibrio fisico, un nuovo modo di camminare, di stare seduta, che non è il mio di prima e, per quello che mi riguarda, non potrà più esserlo.
Per la mia esperienza il CPT-OG è una grande scoperta, Maurizio Formia ha creato dal nulla qualcosa di grande, e spero che lui e il suo meccanismo ottengano presto tutti i riconoscimenti che meritano.
Buon RIEQUILIBRIO MECCANICO ABITUALE CPT-OG a tutti!

Antonietta

Maurizio Formia – 12 giugno 2020

Iscriviti alla nostra Newsletter
Rimani informato e aggiornato!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *