Gestire le emergenze o cambiare paradigma?

Entrambe le cose, per quanto mi riguarda.

Dal 2010, dopo un linfoma ufficialmente guarito ma che mi ha lasciato strascichi funzionali a causa di 2 settimane di coma, 6 mesi di ospedale e 18 mesi di sedia a rotelle, sono immunodepresso.

La mia vicenda la potete trovare leggendo le mie pubblicazioni e i miei libri ma ho voluto fare questo preambolo per non urtare la sensibilità di nessuno in un momento peraltro difficilissimo per tutti, specialmente per chi lavora per tutelarci la salute.

Posto che è insindacabile trovare una cura e un farmaco per rimediare all’emergenza, occorre capire perchè ci sono persone che vengono contagiate e altre no. Se fossimo tutti uguali, saremmo tutti contagiati oppure saremmo tutti asintomatici.

Io provo, umilmente e nel mio piccolo, a riflettere e ad introdurvi un seme di riflessione (so di essere seguito anche da tanti medici e ricercatori oltre alle Istituzioni mediche e politiche):

perchè non si pensa anche ad una prevenzione e ad avere una popolazione di persone che in questi frangenti rimarrebbero asintomatiche o non contagiate?

Utilizzo immagini pubbliche, prese dalla TV e dai TG oltre che sui social per farvi riflettere su quanto segue:

i video di persone contagiate spopolano ormai ovunque. Ieri ho avuto un brivido quando ho visto questa signora in video:

Posto che non mi permetto, e lo sottolineo, non mi permetto di dire nulla sul Covid 19, le sue cause, la sua cura, a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni, vorrei farvi notare come questa signora, medico veterinario, non sia una persona (come lei stessa si autodefinisce) “normale e senza patologie pregresse” ma vi evidenzio come questa signora abbia un Disequilibrio Meccanico Abituale del corpo (DMA) piuttosto evidente.

Un altro video che spopola in TV è quello di questo ragazzo torinese peraltro ex collega di un mio cliente:

La persona in questione riferisce di aver contratto una polmonite un mese prima e di averla un po’ trascurata.

Se due indizi fanno una prova, vorrei segnalarvi un problema comune di queste due persone: entrambe hanno un Disequilibrio Meccanico Abituale del corpo nella Fase 3/4 del DMA secondo la mia scoperta.

Una persona con un DMA in Fase 3/4 è una persona molto indebolita anatomicamente e fisicamente, a prescindere dalle emergenze.

Per chi non fosse al corrente di cosa sia un DMA vi invito nuovamente a leggervi le mie pubblicazioni tuttavia è innegabile un’asimmetria da rapporto scheletrico cranio mandibola fuori asse (asse verde del cranio, asse rosso della mandibola). Le verticali verdi e rosse dovrebbero combaciare:




Di seguito il link al video pubblicato sui social:https://www.facebook.com/NapoliFanpage.it/videos/2956245277754681/


Il problema è che per la medicina, per la scienza e quindi per l’OMS, questa “asimmetria” cranio-mandibola che però, a cascata, prosegue in tutto il corpo fino alla punta dei piedi, non è presa in considerazione come possibile causa di disturbi/malattie e/o come fonte certa di perdita di forza e di energia.

Queste due persone hanno, conseguentemente, un’asimmetria di spalle, busto e bacino che grosso modo vi schematizzo con questa immagine e animazione:

Clicca per vedere il filmato:

Questo video evidenzia quella che è una posizione anatomica abituale SBAGLIATA di una persona che ha un’asimmetria scheletrica come per esempio quella della signora.

Le conseguenze di questa posizione anatomica ABITUALE, ovvero la sua posizione costante e sbagliata che ha sempre, ogni giorno, ogni anno, sono le seguenti:

lavoro asimmetrico dei muscoli del collo, del torace, del dorso, diaframma e addominali (questo per quello che concerne la mia disciplina di Personal Trainer).

Una persona con un Disequilibrio Meccanico Abituale come questa ha sicuramente la gabbia toracica compressa da fasci muscolari che, lavorando in modo asimmetrico avvitano la colonna vertebrale e schiacciano la gabbia toracica stirandone i muscoli.

Non è un problema meccanico da poco, anzi!

Eppure nessuno lo vede, o meglio, se lo vedono, non sanno ricollegarlo alla mia scoperta perchè di fatto, non la conoscono.

Sicuramente queste due persone hanno una respirazione abituale, anche in tempi non emergenziali, non corretta, sicuramente indebolita.

La mia domanda è: considerando che il mondo è pieno di persone in DMA come loro, possono essere più soggette a sviluppare polmoniti piuttosto che persone in sostanziale equilibrio meccanico abituale?

La mia attività che ho sviluppato proprio a seguito di questa scoperta che ho fatto nel 2001, utilizzando espedienti fisici e meccanici come esercizi e correzioni abituali del corpo (Conscious Practice Training OG), CORREGGE (non si cura una posizione del corpo, si corregge) questa posizione anatomica sbagliata e la riporta in uno stato di sostanziale equilibrio meccanico anatomico abituale:



La risposta, ovviamente non posso darla io, ma tutte le persone, me compreso, che in questi anni ho seguito, tutte hanno corretto la posizione anatomica abituale del corpo passando dall’asimmetria scheletrica alla sostanziale simmetria e passando, per esempio, dall’avere gabbie toraciche piccole e compresse a gabbie toraciche decompresse e con una funzionalità migliorata.

Gli atleti che seguo mi segnalano che la loro capacità polmonare è aumentata e me lo dicono a seguito delle registrazioni e valutazioni dei medici di medicina sportiva.

Io penso che il 2020 sia uno spartiacque e che si debba davvero prendere atto di tutte quelle scoperte ed invenzioni di buonsenso che possono in qualche modo migliorare la qualità della vita delle persone compatibilmente con il lavoro insindacabile e lodevole dei tanti medici e operatori sanitari che oggi rischiano la loro salute per la nostra.

Il mio consiglio è quello di pensare a prevenire le emergenze cambiando paradigma.

Nel frattempo sto rivedendo la pubblicazione del mio libro che ho scritto nel 2008 e presto pubblicherò la nuova versione aggiornata di terminologie e di disciplina; di seguito una bozza della nuova copertina revisionata:

Una preghiera a tutti i malati e all’instancabile lavoro di tutti gli operatori sanitari.


19 marzo 2020 – Maurizio Formia

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